Un rifugio urbano sotto i tetti di Milano  

Residenza privata, Milano
2025

NOMASS_ARCHITECTURE_INTERIOR DESIGN_NADIA VLASOPOULOU_LEOPARDI_STUDIO DI ARCHITETTURA

Un rifugio urbano sotto i tetti di Milano, concepito come una partitura silenziosa.
Appena varcata la soglia, il buio lieve dell’antracite avvolge lo spazio, mentre la luce filtra da tagli lontani accompagnando lo sguardo. 

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La cucina, nera come un pianoforte chiuso, dialoga con marmo e specchi, aprendo senza confini netti al soggiorno: un divano leggero, una libreria-wunderkammer e una consolle DJ booth al centro, manifesto silenzioso delle passioni del proprietario.

Le scale bicolore, tra off-white e off-black, segnano il ritmo della casa e conducono alle stanze più intime. La camera padronale, immersa nel verde salvia, è pensata come un rifugio modulabile tra luce e silenzio.

NOMASS_ARCHITECTURE_INTERIOR DESIGN_NADIA VLASOPOULOU_LEOPARDI_STUDIO DI ARCHITETTURA
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La camera ospiti accoglie come una piccola suite d’albergo, definita da una fascia orizzontale in salvia intenso e da un lit de repos in lino. È un omaggio alla filoxenia, l’ospitalità greca: la bellezza come gesto di rispetto verso chi arriva da lontano.

Questa casa non è solo progettata, ma scritta: un luogo per chi viaggia e desidera tornare, per chi cerca spazi che accolgano senza invadere.